Le start up occupano un posto di rilievo in moltissimi settori: grazie al decreto legge 3/2015 “Investment Compact” aprirne una risulta abbastanza semplice. Ma qual è il significato di start up (o startup)?

Il verbo, mutuato dalla lingua inglese, vuol dire “avviare“, anche se in passato questo termine si riferiva alla fase di lancio di un prodotto o servizio. In effetti è così anche attualmente, con la differenza che oggi tale definizione descrive l’attività nella sua interezza e non solo nelle manovre di avvio, quando essa offre un servizio (o un prodotto) che rappresenta una novità sul mercato. Pertanto, start up è un’espressione che attualmente ha un’accezione estensiva.

Forma giuridica start up innovative: cosa sapere

Tra gli esempi di start up innovative più interessanti degli ultimi tempi ci sono piattaforme di micro lavori online, sviluppo di applicazioni che informano i consumatori sulla vicinanza di ristoranti “vegan” o “gluten free”, programmi d’intermediazione tra brand del settore della moda, portali che offrono servizi per trasportare persone ad eventi particolari, ma anche sistemi associati a carte e conti online. Sappiamo tutti quanto ormai sia frequente richiedere una prepagata con IBAN e gestirla tramite un’applicazione leggera e semplice da utilizzare.

Tra queste start up innovative ci sono degli evidenti punti in comune: sono il lancio di una novità, da cui deriva la temporaneità dell’attività stessa, il perfezionamento dell’offerta avviene con l’utilizzo di schemi migliorativi e la strutturazione è progettata secondo algoritmi ripetibili.

Per tali ragioni è stato necessario elaborare una regolamentazione anche dal punto di vista legale, in particolare sulla forma giuridica che vorrai dare alla tua start up.

Si tratta in prevalenza di patti parasociali, cioè accordi quinquennali e rinnovabili, che presentano più flessibilità rispetto alle clausole di un contratto di società, e mirano a definire delle linee di condotta da seguire in comune per il raggiungimento degli obiettivi.

Come aprire una start up: finanziamenti e avvio

Data l’attualità dell’argomento, è normale interrogarsi su come aprire una start up.

Oltre ad avere un’idea innovativa da sviluppare, occorre avere anche la certezza di essere pronti all’avvio da ogni punto di vista. Pertanto, richiedere una consulenza start up è il primo step per avere un quadro chiaro della situazione, soprattutto dal punto di vista legale e normativo.

Sappi, inoltre, che alcune attività si possono aprire a costo zero, senza un capitale a disposizione. D’altro canto, nel caso in cui ti occorressero dei fondi, potrai valutare di accedere a prestiti finalizzati oppure di offrire agevolazioni e servizi in cambio di benefici. L’apertura di un’attività con tali caratteristiche costituisce un titolo preferenziale sul fronte dei finanziamenti start up: si può fruire del Fondo Centrale di Garanzia.

Tuttavia esistono delle alternative. Tra queste figurano l’autofinanziamento, l’opportunità di avere dei sostenitori che non chiederanno le loro quote o benefattori provenienti da aziende già avviate che offrano denaro o prestazioni gratuite. Sono i cosiddetti “Business Angels“. Anche le collette, altrimenti dette “crowdfunding” sono una valida alternativa per l’avvio di una start up, così come la possibilità di affidare una buona quota della società a chi genera riscontri monetari elevati, cosiddetti “venture capitalist“. Infine, completano il quadro: premi, concessioni, pubbliche sovvenzioni, l’intervento di sistemi organizzati come gli incubatori, che agevolino l’avvio della start up, o di acceleratori, che sveltiscano lo sviluppo della stessa.

Cosa considerare prima di aprire un start up in Italia

Tutte le start up hanno in comune la finalità di contribuire all’evoluzione ed al cambiamento. Ecco perché anche la tua idea dovrà essere tale da far rientrare questa nuova realtà tra le start up innovative.

Per capire se la tua idea è realmente innovativa, dovrai domandarti quanto essa dia valore aggiunto al mercato. Ma non basterà apportare migliorie di prodotto e di processo, poiché l’attività dovrà portare benefici anche al sistema economico.

Scegliere il momento giusto per iniziare serve a massimizzare l’utilità di quanto offri. Altri fattori riguardano il mettere opportunamente al vaglio la collaborazione di persone che costituiranno l’infrastruttura principale dell’azienda, nonché la scelta di rientrare nel panorama start up Italia o in quello estero.

A tal proposito, sono ancora poche le start up presenti sul territorio italiano, ma se volessi tentare questa strada, un avvocato esperto in assistenza legale start up potrebbe affiancarti adeguatamente. Con l’aiuto giusto ed a certe condizioni, rimanere in Italia può essere una valida soluzione.

Inoltre, il costo del lavoro, al contrario di quanto puoi credere, è inferiore rispetto ad altri paesi europei ed impiegherai risorse umane più facilmente, in quanto molte persone che hanno concluso gli studi universitari sono in cerca di lavoro e non disdegnano l’ipotesi di lavorare in una start up.

Naturalmente, anche la città di fondazione sarà determinante: un centro ad alta densità di figure qualificate offre maggiori opportunità di realizzazione del tuo progetto.

Le figure necessarie per una consulenza start up ottimale

Oltre ai collaboratori ed agli investitori che sceglierai personalmente, ti affiancheranno altre figure di riferimento per ciascuna area d’interesse. Richiedere una consulenza start up, infatti, significa rivolgersi a diversi esperti, ciascuno specializzato in un campo specifico, ad esempio quello legale. La figura dell’avvocato per start up merita una trattazione a parte, come vedremo.

Per un confronto continuativo sul versante finanziario ed organizzativo, potrai rivolgerti allo startup advisor, un esperto di finanza, credibile e conosciuto nel settore, che abbia alle spalle esperienze verificabili a conferma delle sue capacità, abile e previdente durante le fasi critiche.

Dà ragguagli in merito all’idea in sviluppo, analizza i mercati in relazione ad essa, definisce l’insieme delle tecniche di ottimizzazione per il raggiungimento dei risultati aziendali, redige un piano relativo alla mole di affari che vorresti trattare.

In fase di avvio, tutto ciò si concretizza nell’attività di primo contatto con i fornitori, nella gestione dei flussi comunicativi, nella scelta opportuna di strumenti e risorse.

A progetto avviato, lo startup advisor si occupa di eventuali quotazioni in borsa, vendita della società in caso di cedimento a terzi, integrazione di nuove strutture tramite acquisizioni e fusioni.

Il suo intervento è necessario perché tante attività di questo tipo vengono avviate, ma poche rimangono in piedi e riescono ad andare avanti con successo. Verrà pagato in agevolazioni sui titoli azionari, dal momento che non produce lavoro.

Lo startup mentor, invece, è colui che ti formerà durante la fase di avvio del progetto, fornendoti un metodo da seguire. Si tratta di una vera risorsa che sarà determinante nella riuscita del business.

Lo startup mentor ha il compito di avviare l’attività nel modo più veloce possibile e di consentirne uno sviluppo altrettanto rapido. Si tratta di una figura che, avendo un’esperienza diretta sul campo, ti saprà consigliare adeguatamente.

Potrai fruire anche gratuitamente del suo supporto aderendo a una delle tante associazioni dedicate a questo tema. A differenza dello startup advisor, non è prevista alcuna retribuzione.

Assistenza e consulenza legale start up

L’appoggio di un avvocato esperto e specializzato in start up è fondamentale. È importante però stabilire il momento opportuno per contattarlo: dipende dagli obiettivi e dalla fase in cui ti trovi.

Spesso è opportuno richiedere una consulenza legale per la propria start up all’inizio e durante la raccolta delle idee, oppure quando la squadra ha già preso forma, ma non sai come implementare l’idea portante.

Quindi è indispensabile, da parte dell’avvocato, fare un’attenta valutazione dei rischi possibili in merito alla situazione e calibrare sapientemente il suo intervento a seconda dei casi. Bisogna che tu sappia quanto il progetto sia realizzabile legalmente e, nel caso in cui non lo fosse, sarà necessario che tu conosca approfonditamente i modi in cui potrebbe essere regolarizzato, anche sul fronte preventivo.

Inoltre dovrai valutare insieme al tuo avvocato esperto in start up quali rapporti intrattenere con gli investitori e stabilire quale sia l’occasione migliore per stilare un accordo con loro.

Leave a comment

Simple Ways to Smart Solutions!