Copyright e diritto d’autore appartengono a un settore giuridico abbastanza delicato tanto da richiedere non solo una profonda conoscenza della legislazione vigente, quanto anche la professionalità necessaria per capire le evoluzioni di questi due istituti. Sì, perché non sono altro che due istituti regolamentati da differenti normative la cui funzione è quella di disciplinare le opere dell’ingegno dell’uomo.

Per opera dell’ingegno si intende un qualcosa di concreto, realizzato su diversi supporti, che viene a esistenza in un certo momento e che rappresenta una forma di espressione o un modo con cui si concepisce la propria creatività. La realizzazione dell’opera è la condizione senza la quale né l’uno né l’altro avrebbero significato perché le semplici idee (i concetti, cioè il progetto che hai in mente) non possono essere oggetto di alcuna protezione.

Le opere dell’ingegno più comuni sono i libri, le fotografie, i disegni, i programmi per elaboratore (i software), i siti internet, i blog, i video, nonché le immagini e i testi multimediali.

Non importa quale sia il supporto (analogico o digitale) su cui l’opera viene impressa. Ciò che conta è che quell’opera sia, in un certo senso, partorita e resa reale dal suo autore.

In questo articolo vedremo meglio che cos’è il copyright e cos’è il diritto d’autore, quali sono le opere tutelate,qual è la differenza con la proprietà industriale e perché è importante scegliere un avvocato specializzato in proprietà intellettuale.

Qual è la differenza tra copyright e diritto d’autore?

Quando ci riferiamo alle opere tutelate, come a esempio i dipinti, le opere multimediali, i testi, sia in formato digitale che cartaceo, o libri, usiamo come sinonimi sia il termine “copyright” che il nostro più comune “diritto d’autore”. A dire il vero tra i due solo il primo suscita un certo interesse e quindi, il più delle volte, siamo soliti adoperare impropriamente un istituto giuridico che ha invece delle sue specifiche caratteristiche.

Il copyright e il diritto d’autore si distinguono quindi per diverse caratteristiche da un lato storico – culturali, dall’altro procedurali:

  • il copyright è un istituto tipico dei sistemi di common law, cioè di quegli ordinamenti giuridici anglosassoni che prendono spunto non da un sistema fatto di codici o di leggi quanto invece su precedenti giurisprudenziali. Il diritto d’autore, viceversa, è un istituto tipico dei sistemi di civil law che, appunto, si basano sulla codificazione prima ancora delle pronunce di un giudice. Lo è una dimostrazione la Legge sul Diritto d’Autore (la n. 633/1941) a cui si aggiungono alcuni articoli del codice civile e la legislazione europea e internazionale;
  • il copyright nasce in un contesto in cui, a seguito dell’invenzione della stampa, apparve opportuno regolamentare il “diritto di copia” con lo scopo di monitorare le opere pubblicate. Il diritto d’autore parte da un presupposto diverso, ossia dalla necessità di ricondurre l’opera al suo autore originario affinché sia lui a decidere se, quando e come produrre le opere;
  • il copyright, inizialmente, non venne concepito come il diritto che l’autore vanta sulla propria opera, quanto invece come il diritto esclusivo di copia riservato all’editore, il quale ha la possibilità di stampare e diffondere quella stessa opera. In altre parole il copyright oggi come allora si sofferma sull’aspetto economico mentre il diritto d’autore, annovera anche l’aspetto morale (la cd “paternità”) che gode di una rilevanza addirittura maggiore rispetto ai diritti patrimoniali derivanti dallo sfruttamento. L’autore, infatti, pur cedendo l’opera, rimane sempre colui il cui ingegno ha partorito il libro, il video, la foto e tutto ciò che può essere oggetto di tutela;
  • il copyright decorre dal deposito dell’opera, un po’ come avviene da noi con la registrazione di un marchio o la richiesta di brevetto per un’invenzione. Il diritto d’autore, al contrario, protegge l’opera fin dalla sua creazione, a prescindere se sarà poi immessa sul mercato.

In sintesi la principale differenza è il presupposto da cui partono le relative tutele. Se il primo prende in considerazione la parte economica, il secondo è un po’ più sentimentale quando protegge, a denti stretti, chi quell’opera l’ha ideata. Oggi praticamente i due termini sono sinonimi.

A cosa servono diritto d’autore e copyright?

Diritto d’autore e copyright servono a difendere tutte quelle opere che sono state realizzate grazie alla creatività e al valore artistico impresse dal loro autore. Dietro ogni opera, che sia essa un’immagine, un dipinto, un libro, un software, un blog o un semplice sito internet, si nasconde un attento studio, un lavoro minuzioso fatto di concentrazione, analisi, ricerca e sperimentazione che, alla fine, imprimono alla stessa opera quello che viene definito come il carattere peculiare della tutela del copyright, ossia “l’originalità”.

Pensiamo alla creazione del testo di una canzone. Per quanto possa sembrare semplice, l’autore pensa a un argomento, lo sviluppa attraverso l’uso di parole che possano dare musicalità al brano, cerca di trovare degli aforismi che rimangano impressi nel cuore degli ascoltatori ma, ancor di più, fa in modo che quella canzone possa divenire immortale nel tempo. Lo stesso lavoro viene sviluppato dal proprietario di un blog il quale, giorno dopo giorno, studia la strategia più adatta per rendere fruibili e comprensibili ai propri lettori i testi contenuti nel suo diario virtuale. E il discorso non cambia per chi produce video, realizza fotografie, scrive libri o, ancor di più, sviluppa software ed applicazioni per i principali device.

Diritto d’autore e copyright esistono per tutelare coloro i quali hanno creato per prima quel tipo di opera. Il nesso logico è semplicissimo: se progetti un’applicazione che potrebbe migliorare un certo tipo di servizi e non esistono sul mercato applicazioni della stessa tipologia, allora sei la prima persona che ha pensato a come fare. Il fatto stesso di aver avuto un’intuizione e di averla sviluppata nel concreto (ricorda, il diritto d’autore non protegge le semplici idee) hai tutto il diritto di essere tutelato da chi, invece, ha magari preso spunto dal tuo progetto per creare successivamente un’applicazione simile alla tua. Il tuo lavoro si sarà basato sicuramente su ricerche, avrai dovuto utilizzare tutte le tue conoscenze in materia di linguaggio di programmazione, avrai effettuato dei test prima di verificare la fattibilità dell’applicazione e, magari, avrai anche speso dei soldi prima di lanciare l’applicazione sul mercato. Quell’app è il frutto di un tuo lavoro, della tua creatività ed è per questo che diventa degno di tutela da chi vuole sottrarlo attribuendosene la paternità e, quindi, i proventi economici che ne potrebbero derivare.

Una fotografia scattata e pubblicata su un social può risultare banale, in fondo abbiamo tutti una fotocamera che ci permette di ottenere immagini in ogni momento della giornata. Però quella foto che hai scattato potrebbe fruttarti dei guadagni: come ti sentiresti se qualcun altro la utilizzasse su una rivista senza il tuo consenso? Avendola prodotta tu, sei tu stesso che puoi decidere come utilizzarla, dove pubblicarla, a chi cederla e se trarne un profitto.

E allora la loro essenza è una soltanto, ossia fare in modo che il frutto della tua creatività possa essere riconosciuto non solo da un punto di vista economico, quanto anche dal punto di vista morale.

Quali sono gli elementi principali per la tutela del diritto d’autore?

Non tutte le opere dell’ingegno sono oggetto di tutela da parte della legge, ma solo quelle che presentano determinate caratteristiche, la presenza delle quali ti permette di rivendicare non solo la paternità dell’opera, quanto anche i diritti economici.

Sicuramente elementi imprescindibili del diritto d’autore sono: l’originalità, la creatività e la novità dell’opera. Ciascuno di essi ha un significato particolare e ognuno deve coesistere assieme agli altri per accedere ai benefici previsti dal nostro ordinamento.

Per originalità si potrebbe intendere un’opera che sia il risultato del nostro intelletto, insomma il frutto di quello che noi concepiamo con il nostro ingegno. L’opera originale deve poter essere, in qualche modo, riconducibile al suo autore perché magari presenta quello stile, quel design, quella tecnica tipica di una certa personalità. Pensa alla trama di un romanzo o a una pagina del tuo blog: all’interno dei testi esprimi il tuo modo di essere attraverso l’uso di concetti e di un linguaggio che è tipico della tua cultura. Oppure se sei un ingegnere informatico l’originalità è data da quel carattere essenziale e intuitivo che traspare dai siti che crei, che poi alla fine sono rinomati proprio per questo motivo!

Anche la creatività, secondo elemento fondamentale nel diritto d’autore, fa riferimento all’elaborazione intellettuale di chi realizza l’opera. Con la differenza che il carattere creativo viene visto più come l’impegno messo dall’autore anziché come risultato finale. La creatività è l’idea in sé, quindi il fatto di aver reso concreto un progetto che prima stava nella mente dell’ideatore. Se l’originalità prende come riferimento le caratteristiche uniche di un’opera, la creatività non è altro che l’aver avuto la capacità di trasformare in reale un qualcosa che prima non lo era.

Ultimo elemento è la novità, ossia tutte quelle peculiarità che distinguono l’opera creata da quelle già esistenti. La novità può essere intesa in senso oggettivo e assoluto, cioè fare riferimento a un qualcosa che non si è mai visto né sentito prima oppure in senso relativo, pensiamo alle elaborazioni creative di opere già tutelate.

Quali opere sono protette dal diritto d’autore?

La Legge sul Diritto d’Autore elenca espressamente tutte le tipologie di opere oggetto di protezione. Lo fa fin dai primi articoli e dedica l’intera normativa alla definizione delle singole opere per stabilire quando esse siano oggetto di tutela. Per non dare nulla di scontato l’art. 1 della legge considera oggetto di tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. In questo modo è possibile includere, grazie a una definizione non tassativa, tutte quelle opere che l’evoluzione tecnologica e culturale ci permette di realizzare nel corso della storia. Lo sono una dimostrazione i contenuti digitali realizzati sui siti internet che al tempo in cui fu emanata la legge non erano neanche concepibili!

Di seguito all’art. 2 la Legge sul diritto d’autore prevede un elenco delle principali opere oggetto di protezione. Queste sono afferenti al mondo:

  • della letteratura (che siano esse redatte sotto forma di testi didattici o opere drammatiche);
  • della musica, includendo sia i testi (le canzoni) che le composizioni;
  • dell’arte, quindi le opere di scultura, di pittura, di disegno;
  • dell’architettura;
  • del cinema;
  • della fotografia;
  • dell’informatica, riconducendo la creazione dei software, dei siti internet e delle app per cellulare;
  • delle banche dati, vale a dire delle raccolte di opere o di informazioni accessibili su supporto elettronico;
  • del design industriale, a prescindere dal campo di applicazione.

Questo elenco non è esaustivo e ben potrebbero rientrare tipologie di opere che rappresentano l’evoluzione culturale di una società. A esempio la legge non menziona i video, eppure a seconda di quello che trattano si prestano a essere talvolta opere letterarie (i tutorial a scopo didattico), in altri casi opere cinematografiche. Anche i siti internet non sono contemplati ma, guarda caso, rientrano tra le infinite forme di espressione con cui si può comunicare la propria creatività. Stesso discorso vale per i blog, i testi pubblicati sui social network e addirittura i libri disponibili in formato digitale. Rivolgersi all’esperto legale risulta essere la soluzione migliore per inquadrare la categoria di appartenenza delle tue opere d’ingegno e per capire il tipo di azioni da intraprendere per la loro tutela.

Qual è la differenza tra diritti morali e diritti patrimoniali?

Il diritto d’autore contempla anche i diritti morali che si identificano nella più definita “paternità dell’opera“. Mentre i diritti patrimoniali, in generale, riguardano l’utilizzazione economica dell’opera attraverso la pubblicazione, la cessione, la riproduzione al pubblico, il noleggio o la rappresentazione, i diritti morali hanno un qualcosa in più che va ben oltre il valore patrimoniale di quanto è stato prodotto.

I diritti morali sono riconosciuti dalla legge per tutelare la personalità dell’autore il quale può liberamente decidere se rivendicare la paternità dell’opera che ha prodotto. La sfera di protezione abbraccia un aspetto imprescindibile dell’essere autore, essendo costui la persona che ha contribuito alla creazione del prodotto finale. La protezione sta proprio in questo, nel forte legame esistente tra lavoro intellettivo e risultato finale, il quale deve trovare adeguata tutela contro ogni ingerenza da parte di terze persone. La legge riconosce in maniera decisa il contributo dell’ingegno annoverando i diritti morali nei diritti inalienabili, imprescrittibili e irrinunciabili dell’ordinamento italiano.

Ciò significa che la paternità di un’opera:

  • non può essere oggetto di cessione, come avviene con i diritti patrimoniali;
  • non è soggetta ad alcuna prescrizione;
  • non può costituire oggetto di rinuncia anche se si dimostra di avere la capacità di intendere e di volere nel compiere questo atto.

In virtù della tutela dei diritti morali la legge riconosce la paternità anche qualora l’opera venga creata dal lavoratore dipendente nell’esercizio delle sue mansioni. Pensiamo ad attività, come quella del programmatore o del designer, che possono essere svolte sia nell’esercizio della libera professione, sia alle dipendenze di un’azienda. Se il contratto di lavoro subordinato prevede come prestazione l’elaborazione di un software o la progettazione di un prodotto, il datore di lavoro può esercitare i diritti patrimoniali fermo restando i diritti morali riconosciuti al lavoratore. Nel caso in cui il tuo datore dovesse rivendicarne la paternità, sappi che in qualsiasi momento puoi agire per proteggere i tuoi diritti morali, a maggior ragione se questa situazione pregiudica il tuo onore o la tua reputazione.

Che differenza c’è tra diritto d’autore e proprietà industriale?

Quando si parla di opere dell’ingegno spesso si fa confusione tra ciò che è oggetto di tutela del diritto d’autore e quello che rientra nell’ambito della proprietà industriale. Malgrado possano apparire simili fra loro, ciascuno presenta delle peculiarità che le differenzia dall’altro. È vero, entrambi hanno a che fare con opere che sono il frutto di un lavoro intellettuale, ma mentre il primo prende come riferimento un certo tipo di opere, l’altro si sofferma sull’utilità imprenditoriale dell’opera medesima.

Vediamo insieme le principali differenze:

  • il diritto d’autore tratta delle opere di carattere creativo, in qualsiasi modo o forma di espressione siano prodotte. Le opere vengono quindi valutate da un punto di vista artistico, a differenza delle opere disciplinate dal Codice della Proprietà Industriale. Quest’ultimo, più che parlare di opere enuclea fin dal principio i beni oggetto di tutela che possono essere sia materiali (un’invenzione, una varietà vegetale) che immateriali (un marchio, un disegno);
  • il brevetto o la registrazione di un’opera è ad appannaggio della proprietà industriale;
  • il diritto d’autore si occupa del lato artistico delle opere, mentre la proprietà industriale della sua applicazione nelle attività imprenditoriali. E nonostante entrambi riconoscano agli autori diverse forme di sfruttamento economico, nella proprietà industriale si pone maggiore attenzione ai benefici (anche concorrenziali) che un’azienda trae dall’utilizzo dell’opera.
    Tuttavia esistono opere tutelate contemporaneamente da entrambi e un esempio è rappresentato proprio da una certa categoria di disegni ritenuti oggetto di protezione da entrambe le leggi. Pensiamo, a esempio, ai disegni del design industriale (arredamento, architettura, oggettistica, automotive, ecc…). Il diritto d’autore ne sottolinea la rilevanza creativa e originale, quindi il disegno in sé che potrebbe essere la bozza o il progetto disegnato dall’autore; la proprietà industriale si sofferma sul disegno del prodotto così come poi verrà realizzato dall’impresa che ne detiene i diritti di sfruttamento. Non solo quindi la forma d’arte, quanto anche il bene fisico che sarà poi messo in commercio. Facciamo un esempio pratico. Possiamo prendere come riferimento le auto progettate dai designers Giuggiaro e Pininfarina. Secondo il diritto d’autore a essere protetti sono i disegni, che potrebbero essere messi in mostra in un museo come espressione d’arte di un certo periodo storico. Secondo la proprietà industriale quei disegni si sono concretizzati in veicoli che hanno decretato il successo di alcune aziende automobilistiche e che hanno apportato novità nel settore di riferimento.

Si possono brevettare software e siti internet?

Nel mondo in cui viviamo la tecnologia e internet, in particolare, accompagnano la nostra quotidianità e spesso mi chiedono se i software o i siti internet godano di qualche tutela legale da parte della legge sul diritto d’autore.

La disciplina sul diritto d’autore non parla mai di brevetto, una procedura tipica della sola proprietà industriale. E i software, come anche i siti internet, non rientrano (se non in specifici casi) fra le opere disciplinate dal Codice della Proprietà Industriale.

La legge sul diritto d’autore fin dal primo articolo annovera tra le opere oggetto di tutela proprio i programmi per elaboratore che, nel linguaggio comunemente utilizzato, non sono altro che i software. Questi, una volta resi funzionanti (attraverso l’uso di algoritmi e dei sistemi di programmazione), godono della stessa protezione riservata a una canzone, a un romanzo o a un disegno e i relativi diritti economici possono essere rivendicati dal legittimo autore, cioè dall’ideatore del software.

A essere esclusi dalla tutela prevista dal diritto d’autore sono le idee e i principi posti alla base del programma, compresi quelli che riguardano la sua interfaccia: è il software nella sua interezza a essere considerato come opera dell’ingegno.

Nonostante non siano brevettabili esistono casi in cui i programmi per elaboratore possono invece rientrare nell’ambito della proprietà industriale e essere trattati alla stregua di una qualsiasi invenzione. Se il software ha come funzione quello di rendere effettiva un’attività inventiva che può essere applicata nel comparto industriale il programma può essere brevettato, altrimenti è protetto solo dal diritto d’autore. Ti faccio un esempio pratico. Stai sviluppando un software che interconnette magazzino, giacenze, scorte e ottimizzazione logistica di una grande impresa. Questo software in tempo reale riesce a mettere in moto i macchinari che individuano il prodotto presente in deposito e lo inviano direttamente nell’area smistamento. Contemporaneamente il software calcola le richieste dei clienti, verifica la disponibilità dei beni nel magazzino e, come se non bastasse, riesce anche a svolgere calcoli matematici complessi, come quello dei prezzi comprensivi d’IVA e delle spese di trasporto. Poiché il software trova applicazione industriale ed è oggetto di invenzione, in questo caso potresti anche brevettarlo.

Discorso simile riguarda i siti web. Anche se non possono essere equiparati a un programma per elaboratore, nella loro struttura e complessità sono degni di tutela secondo le norme del diritto d’autore. Non esiste una definizione precisa che possa ricondurre il sito internet tra le opere protette, però attraverso l’interpretazione è possibile assimilarli a espressioni o forme degne di protezione. Un sito web potrebbe possedere gli elementi essenziali di un’opera dell’ingegno e inoltre è formato da tanti elementi ciascuno dei quali, a sua volta, è autonomamente protetto dal diritto d’autore. Un sito informativo propone dei contenuti, quindi dei testi scritti in formato digitale i quali altro non sono che delle opere letterarie.

Poi ci sono le immagini, spesso prodotte dall’autore del sito, e poi i disegni, le fotografie, la musica, i tutorial nel formato ‘”video”, i layout e i font che potrebbero essere paragonati a un disegno. Infine c’è il dominio, equiparabile invece al marchio nella proprietà industriale.

Come tutelare le opere dell’ingegno?

Oggi tutti possiamo essere autori di un’opera dell’ingegno e non serve necessariamente essere esperti di internet per diventare famosi. Hai presente Banksy, il principale esponente della Street Art contemporanea conosciuto per la sua identità misteriosa ma, ancor di più, per le sue opere di carattere provocatorio? Quella che Bansky esprime è una forma d’arte e i suoi disegni sono opere dell’ingegno le cui riproduzioni su carta valgono qualcosa come circa due milioni di euro. Se poi invece sei un nativo digitale e vuoi fare del web il tuo posto di lavoro non hai di che scegliere: puoi diventare blogger, youtuber, fotografo, giornalista, programmatore, aprire un software house (un’azienda che produce software personalizzati), realizzare app su richiesta o specializzarti in web design. Puoi creare un sito di e-commerce, fornire i tuoi servizi attraverso piattaforme già in uso, lavorare come free lance, ghost writer, vendere appunti o dare lezioni private, ambire al web coaching e reinventarti come mentore per tutti coloro che hanno bisogno di supporto in un determinato comparto.

Tutto quello che realizzerai, sia come lavoro che per passione, può essere oggetto di tutela ed essere protetto da chiunque voglia appropriarsi delle tue opere. Ciò che serve non è conoscere a menadito le normative del settore (oltre alla legge sul diritto d’autore ci sono tante altre norme, sia italiane che straniere) quanto affidarti a un esperto legale che sappia darti la giusta dritta per non farti rubare le idee.

Chi è il professionista in questione? Un avvocato che, invece di essere specializzato in divorzi o in recupero del credito, ha scelto di studiare in maniera approfondita e lavorare in un settore di nicchia del diritto: la proprietà intellettuale. Ora ti spiego il perché.

Quando realizzi un’opera, mettiamo caso il testo di una canzone, sai che l’hai creata tu, ma potrebbe averla fatta chiunque. Potrebbe ascoltarti qualcuno mentre suoni e quel qualcuno potrebbe avere la scaltrezza necessaria per rubarti l’idea e pubblicarla per prima. Orbene, come dimostrare che tu sei l’autore della canzone? Come procedere per la violazione del diritto d’autore?

E ancora: hai in mente di realizzare un sito internet di consulenze che, contemporaneamente, fornisce informazioni. Sai che molte di queste informazioni sono già disponibili su altre piattaforme web e vorresti evitare che qualcuno ti accusasse di plagio. Non sai come scrivere un testo affinché non risulti il copia-incolla di un sito già esistente, oppure vorresti che il tuo dominio fosse creato in maniera tale che nessuno possa registrarne uno simile e, magari, sottrarti il traffico di utenti. Ma andiamo oltre.

Sei un fotografo e hai una pagina social dove mostri le tue foto per pubblicizzare la tua attività. Le tue sono foto artistiche, ritraggono paesaggi, però scopri che qualcuno ha utilizzato una tua immagine per un qualcosa che ha fruttato dei soldi, a esempio come foto di copertina di una rivista specializzata in viaggi. Oppure sei un blogger e scrivi dei testi con la speranza che un giorno qualche editore possa notarti e proporti la scrittura di un romanzo. A un certo punto, per caso, qualcuno ha copiato i tuoi racconti e ne ha fatto un e-book disponibile in vendita sui principali store.

E infine: sei un professionista, magari un docente universitario che vanta numerose pubblicazioni e decine di libri editati per gli studenti. Su un sito dedicato a loro trovi i riassunti dei tuoi libri venduti alla modica cifra di 10 euro. Per carità, sono scritti bene, però nel frattempo sono calate le vendite dei tuoi testi che hai scritto con tanta fatica trascorrendo notte insonni prima di pubblicare il libro.

Ecco, in tutti questi casi quello di cui hai bisogno è un avvocato specializzato in copyright e diritto d’autore, il quale può fornirti il giusto aiuto sia per capire come proteggere le opere dell’ingegno, sia come agire in caso di violazioni. L’avvocato, oltre a fornirti preziosi consigli, può rivelarsi partner ideale per la tua attività, un punto di riferimento a cui affidarsi per evitare situazioni incresciose. Un avvocato specializzato è un consulente che può suggerire ai clienti come muoversi in un certo ambito (in questo caso nel diritto d’autore), quali strumenti la legge offre per proteggersi e, soprattutto, quale strategia adottare per sfruttare al meglio un’opera dell’ingegno.

Quali servizi fornisce un avvocato esperto di copyright?

Il copyright e il diritto d’autore sono due ambiti abbastanza complessi perché richiedono una specifica preparazione anche, e soprattutto, sullo stato dell’arte. Oltre alla normativa (che, come abbiamo detto, è sia nazionale che internazionale) è necessario conoscere quali sono le opere diffuse, sapere se uno scritto è già stato pubblicato o se è possibile monetizzare la cover di una canzone senza arrecare pregiudizio al suo autore originario e senza incorrere in richieste di risarcimento del danno. Con la diffusione di internet e la crescita esponenziale dei social il bisogno di proteggersi e di conoscere le leggi di questo settore aumenta a dismisura.

Un avvocato esperto di copyright può fornirti una serie di servizi che possono essere raggruppati in due macro aree: la consulenza giuridica e la tutela giudiziale.

Nello specifico i servizi di consulenza giuridica potrebbero riguardare:

  • la normativa, quindi sapere cosa dice la legge italiana in merito alle opere dell’ingegno, quale opera è oggetto di copyright e quale di proprietà industriale, quali sono le principali tutele a livello europeo (ricordo la nuova direttiva sul copyright che è stata recentemente approvata), come muoversi per proteggere un’opera a livello internazionale;
  • la strategia da adottare per tutelare il proprio lavoro, ancor di più se il tuo lavoro si concentra sull’uso delle tecnologie e dei siti web, facilmente oggetto di plagio;
  • gli adempimenti burocratici eventualmente da seguire per lo sfruttamento economico dell’opera;
    – quali sono i migliori metodi per trarre guadagno da una tua creazione, nel pieno rispetto delle leggi fiscali e di quelle sul lavoro autonomo;
  • ottenere informazioni dettagliate sulla tipologia di opere oggetto di tutela.

Nell’area della tutela giudiziale l’avvocato esperto potrà:

  • fornire assistenza giuridica in caso di violazioni sul diritto d’autore;
  • valutare e attuare le procedure più efficaci per rivendicare la paternità dell’opera;
  • agire in difesa nei processi che hanno a oggetto un’opera intellettuale;
  • effettuare ricorsi giudiziali nei casi di plagio;
  • fornire consulenza e tutela nelle opere oggetto di lavoro dipendente.

L’avvocato esperto di copyright potrebbe tornare utile qualora fossi un professionista e svolgi come attività principale proprio quella della creazione di opere dell’ingegno. Immagina di lavorare ma non sapere come muoverti per fare liberamente la tua professione, oppure come scrivere un contratto di cessione o di noleggio senza vederti pregiudicare i tuoi diritti morali.
L’avvocato specializzato in copyright e diritto d’autore ha proprio il compito di supportarti in ogni necessità garantendoti un’assistenza completa sia da un punto di vista giuridico che professionale.

Conclusioni

Copyright e diritto d’autore possono rappresentare per te un’occasione da non perdere, soprattutto da un punto di vista professionale. Contemporaneamente si tratta di un settore complesso che richiede le giuste conoscenze per sapersi muovere secondo quanto disposto dalla legge. Per questo è importante affidarsi a esperti del settore, che sappiano guidarti consigliandoti le scelte più opportune da intraprendere per ottenere la giusta tutela legale. Solo in questo modo potrai fare di una passione un vero e proprio lavoro. Solo affiancandoti a un avvocato specializzato potrai proteggere i tuoi progetti e trasformarli, un giorno, in un’opportunità di successo!

Leave a comment

Simple Ways to Smart Solutions!